sabato 4 marzo 2017

Il mio tamburo sciamanico

Da tanto ne volevo uno.
Per me, solo per me.
Perchè il suono del tamburo mi "risuona" dentro come nessun altro strumento, perchè le sue vibrazioni sono il battito della Terra, perchè è semplice, spontaneo, intuitivo. E cura.
Ho valutato la possibilità di acquistarlo, molti negozi on line ne hanno  a disposizione, di varie misure e colori e tonalità; ma perchè non crearlo con le mie mani? Per sentirlo come una mia vera creatura? Per essere davvero connessa con questo nuovo compagno di percorso?
Quindi... eccomi qui, in una bella giornata di inizio marzo ad iniziare il mio viaggio.

Il processo inizia prima però...
Serve una pelle apposita e un cerchio di legno delle dimensioni adatte (io ho scelto da 45 cm) e della gavetta per legare la pelle al cerchio.
La pelle va purificata (palo santo o altro che preferite) e tenuta accanto a sè la notte, per "sentire" o sognare quel che ha da dirci l'animale che abbiamo scelto.
La sera prima ho messo in bagno in un bidone la pelle ad ammorbidire, fuori in veranda però, la pelle puzza notevolmente.

 La mattina ho preparato tutto il materiale necessario e... sono andata via.

Sì, mi sono incamminata nel bosco... per disperdere i pensieri, le preoccupazioni, per centrarmi e connettermi con quello che dovevo fare.



Non ero sola, ovviamente. Banshee e Luna erano con me; senza chiamarle mi hanno seguita passo passo, sempre al mio fianco e quando mi sono seduta nel folto del bosco, su di un sasso per meditare loro sono arrivate vicino a me.


Banshee a sinistra




















Luna a destra




















Ritorno a casa e inizio il lavoro: per prima cosa tolgo la pelle dall'acqua e la poggio a terra.


Usando il cerchio di legno prendo la misura per tagliare la pelle, lasciando ovviamente in abbondanza per ricoprire i fianchi del cerchio e lo spazio per legare con la gavetta.



Facendo attenzione a non tagliarsi, con un cutter si va via veloce e in breve ho la pelle a misura desiderata.


Non deve mancare però la "cura" magica. La pelle va purificata ancora e caricata con i quattro elementi


E il lavoro manuale prosegue: servono i fori per far passare il cordino 


(Attrezzi di fortuna, mi organizzerò meglio la prossima volta ;-) )


E fatti i buchi si inizia a passare il cordino e a tirarlo! (Il lavoro più difficile è questo, che ti spacca le dita!)
Ci ho messo tanto a tirarlo e mi sono ritrovata con i tagli sulle mani, ma il momento è stato unico: io l'aria e il sole, gli uccelli nel bosco, un sottofondo di tamburi sciamanici e il profumo dell'incenso.
La pace e l'essere lì, concentrata su niente altro.
Il risultato è questo.



Grazie )O(



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