martedì 13 settembre 2016

Il simbolo cosmico dell’Yggdrasil


L’antico sciamanesimo druidico esprimeva il viaggio dello Sciamano attraverso i mondi dell’esistenza a mezzo del simbolismo dell’Yggdrasil, l’Albero cosmico della Vita. Nel suo simbolismo, molto articolato, ci sono tutti gli ambiti e gli insegnamenti segreti del “viaggio sciamanico”.
Per l’antico sciamanesimo druidico l'Yggdrasil rappresentava il cammino evolutivo dell’individuo com’era contemplato dalla mistica spirituale della mitologia druidica e costituiva un importante simbolo con cui definire l'operatività e le proprietà interiori dello Sciamano.
L'Yggdrasil, nella cosmologia druidica, era inteso come un albero cosmico che si sviluppava tra i mondi dello Shan partendo con le sue radici dal “Mondo inferiore”, attraversando il “Mondo di mezzo” per raggiungere il “Mondo superiore”, interpretando simbolicamente il processo evolutivo insito nella Natura.
L’Yggdrasil, nelle tradizioni nordiche dell’Europa, era l’albero cosmico ai cui rami si appese Odino, lo sciamano per eccellenza, per conquistare la conoscenza manifestata dalle “rune”, e quindi la conoscenza segreta delle lamine dei Tarocchi.

L’albero era visto dominare su tutto l’universo. Le sue fronde e le sue radici si estendevano attraverso i mondi che costituiscono la cosmologia druidica dell’esistenza in cui vivono gli uomini e gli Dei. 

Le sue fronde raggiungevano il mondo superiore, i suoi rami abbracciavano tutti e nove i mondi dell’universo, dal mondo degli Asi a quello degli Elfi, da quello degli uomini a quello dei defunti e degli gnomi.
L’antico druidismo, anche se concepiva l’esistenza come un fenomeno di natura globale e totalizzante, com’era descritto nel concetto cosmologico dello Shan, riteneva che attraverso le fasi dell’esperienza evolutiva dell’individuo era possibile distinguere quattro “mondi” diversi tra di loro in relazione all’esperienza vissuta durante il cammino evolutivo.
Era contemplato l’Annwin, la dimensione dello Shan in cui esistevano solo le potenzialità della comparsa dell’individuo. Seguiva il “Mondo di Abred” che rappresentava l’universo, anzi uno degli innumerevoli universi esistenti nello Shan, sorto dal Big Bang, dove l’individuo prendeva vita e poteva esercitare i primi passi del suo stato di coscienza. Poi seguiva il “mondo di Gwenved” dove dopo la morte fisica, l’individuo poteva partecipare alla realtà dello Shan posto al cospetto della Causa Prima esaustiva a sè stessa che rappresentava l’ultima dimensione definita come l’Oiw o il “Cerchio vuoto di Keugant”.

I mondi dell’Yggdrasil
Secondo l’antico druidismo, le radici dell’Yggdrasil affondano in tutto il Mondo Inferiore inanimato dell’Annwin dove hanno dimora le forze più elementari e indomabili della natura, e dove secondo lo sciamanesimo druidico si potevano trovare i cristalli di vita.
Nelle profondità del mondo inferiore le radici dell’Yggdrasil si snodano in tre diversi misteriosi domini. Presso la prima delle radici c’è la fonte del Fato o del Destino, custodita da tre donne, le “Norne”. Le tre creature, Urd, Verdanti e Skuld, sono le uniche che conoscono le vicende del passato, del presente e del futuro degli uomini e degli Dei. Esse decidono il destino di tutti gli esseri viventi, Dei compresi. Il loro compito è di preservare l’integrità dell’Yggdrasil e a questo scopo innaffiano le sue radici con l’acqua e il fango della Fonte del Fato. Le tre Norne trascorrono il tempo tessendo teli di lino oppure giocando tra di loro, mettendo in palio il destino degli uomini. Durante il giorno intagliano le Rune su tavolette di legno per dominare le forze dell’Yggdrasil e per conoscere i destini e la storia del cosmo.

La terza radice risiede nel Niflheim, la terra del freddo. Essa affonda nei meandri degli inferi, nelle tetre regioni dei trapassati e degli abitanti oscuri del mondo del dopo morte. È infestata dai serpenti. A capo dei serpenti c’è Niddghorr, abilissimo a rosicchiare la radice procurando fremiti all’albero. Vicino a questa radice vi è un pozzo misterioso dalla profondità infinita che comunica con altri mondi persi nell’oscurità.
La seconda radice dell’Yggdrasil ospita la fonte custodita dal gigante Mimir, che racchiude la scienza di tutte le cose, la conoscenza archetipale della Natura, a cui Odino si era rivolto per ottenere la sapienza di cui aveva bisogno per poter regnare sugli altri Dei della stirpe degli Asi.
Il tronco immenso dell’Yggdrasil quindi si erge dalle sue radici e si eleva sviluppandosi attraverso il “Mondo di mezzo” o “Midgard”, identificabile nel Mondo di Abred, l’universo abitato dall’umanità. La “Terra di Mezzo”, è concepita come il luogo in cui Odino avrebbe creato Embla e Askr, i capostipiti del genere umano. Al centro di questa terra è posto l’Yggdrasil, l’albero della conoscenza, i cui confini sono circondati e protetti da un immenso cerchio di pietre.
La cosmologia dell’antico sciamanesimo druidico prevede che il Mondo di Abred manifesti due dimensioni di esistenza: quella invisibile della “Matchka” come propaggine del Mondo inferiore e quella fisica del “Nara”, il mondo materiale vissuto dagli esseri viventi.
Infine le fronde dell’Yggdrasil giungono al Mondo superiore, o “Mondo di Gwenved”, dove si allargano illuminate dal sole, inteso come manifestazione tangibile dell’”Oiw”, la Causa Prima, l’Innominabile, perché pronunciare il suo nome impedisce di vederlo.
Altri elementi complementari ultimano il simbolismo dell’Yggdrasil. In cima alle sue fronde è appollaiata un’aquila. Sul suo immenso tronco cosmico corre avanti e indietro lo scoiattolo Ratatosk, che rosicchiando il tronco si occupa anche di trasmettere le invettive che si scambiano dall’alto verso il basso, e viceversa, l’aquila e il drago Nidhhogghr.
Alla sua base è concepita la presenza di quattro cervi, un drago e varie serpi che tutti assieme rosicchiano le radici esposte che emergono dal terreno.



Risulta infine, in comune con il simbolismo dell’Yggdrasil, la figura dell’Ein Soph ebraico, posto in cima all’albero, che riveste il ruolo dell’Oiw della tradizione druidica dei Celti. Il simbolismo dell’Yggdrasil costituisce un archetipo cosmologico presente in molte altre culture oltre a quella dei Nativi europei. Ad esempio, si può fare un evidente parallelismo tra l’Yggdrasil e il “Djed” egizio o l’”albero cosmico” degli sciamani siberiani. Si evidenzia anche il parallelismo con l’Otz Chiim, l’Albero Sephirotico dell’esoterismo ebraico della Qabbalah, che è descritto nei due testi: lo Sepher Yetzira, il libro della creazione, e lo Sepher Ha Zoar, il libro dello splendore. L’Albero Sephirotico aggiunge sulle sue fronde il simbolismo dei dieci frutti delle Sephira, che ricordano i dieci principi iniziatici del “Nardana” lasciati da Fetonte ai suoi allievi. I 22 percorsi che uniscono tra di loro le Sephira dell’albero ricordano i ventidue hat dell’Hatmar e le corrispondenti lettere dell’alfabeto sacro dello Shannar con le corrispettive rune.



Il viaggio dello Sciamano tra i mondi dell'Yggdrasil

L’esperienza dello Sciamano è caratterizzata dalla Visione. Una percezione interiorizzante che viene sviluppata sul piano dell’Io consapevole e che lo pone in relazione al piano esperienziale in cui si viene a trovare durante il suo viaggio.
Nella sua esperienza di viaggio attraverso i tre mondi descritti dal simbolismo dell’Yggdrasil lo sciamano realizza varie tipologie di Visione a seconda della dimensione visitata.
Così come per ciascuna delle tipologie del viaggio sciamanico che può intraprendere lo Sciamano sono richieste precise e differenti tecniche di attuazione che si distinguono tra di loro. Tecniche che vengono insegnate dagli sciamani più esperti ai nuovi apprendisti.
Ogni viaggio sciamanico ha precise caratteristiche e richiede altrettante capacità di raccogliere la relativa Visione da parte dello Sciamano.

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