lunedì 30 gennaio 2012

Imbolc

Imbolc La luce che è nata al Solstizio di Inverno comincia a manifestarsi all’inizio del mese di febbraio: le giornate si allungano poco alla volta e anche se la stagione invernale continua a mantenere la sua gelida morsa, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando. Le genti antiche erano molto più attente di noi ai mutamenti stagionali, anche per motivi di sopravvivenza. Questo era il più difficile periodo dell’anno poiché le riserve alimentari accumulate per l’inverno cominciavano a scarseggiare. Pertanto, i segni che annunciavano il ritorno della primavera erano accolti con uno stato d’animo che oggi, al riparo delle nostre case riscaldate e ben fornite, facciamo fatica ad immaginare.Se sovrapponiamo la Ruota dell’Anno al nostro moderno calendario, la prima festa che incontriamo cade l’1 febbraio. Presso i Celti l’1 febbraio era Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg. L’etimologia della parola è controversa ma i significati rinviano tutti al senso profondo di questa festa. Infatti Imbolc pare derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”: ciò può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di una lustrazione che purifica dalle impurità invernali.Invece Oimelc significa “lattazione delle pecore” mentre Imbolg vorrebbe dire ‘nel sacco” inteso nel senso di “nel grembo” con riferimento simbolico al risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra e con un riferimento più materiale agli agnelli, nuova fonte di cibo e di ricchezza, che la previdenza della Natura e degli allevatori avrebbe fatto nascere all’inizio della buona stagione.L’allattamento degli agnelli garantiva un rifornimento provvidenziale di proteine. Il nuovo latte, il burro, il formaggio costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per bambini e anziani nei freddi giorni di febbraio.
Imbolc è una delle quattro feste celtiche, dette “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituiscono una caratteristica essenziale. In questa ricorrenza il fuoco è però considerato sotto il suo aspetto di luce, questo è infatti il periodo della luce crescente. Gli antichi Celti, consapevoli dei sottili mutamenti di stagione come tutte le genti del passato, celebravano in maniera adeguata questo tempo di risveglio della Natura. Non vi erano grandi celebrazioni tribali in questo buio e freddo periodo dell’anno, tuttavia le donne dei villaggi si radunavano per celebrare insieme la Dea della Luce (le celebrazioni iniziavano la vigilia, perché per i Celti ogni giorno iniziava all’imbrunire del giorno precedente).

mercoledì 11 gennaio 2012

Vivere...

Come fare?
Come vivere i giorni nella normalità?
Come fate a dimenticare ciò che siete?
Non ricordare come si respira nel bosco,
come fremono le pietre,
come riscalda la Terra.
Quanto amore dà un animale
e quanta energia un albero?
Come smettere di sognare?
Per vivere nel mondo degli uomini?

mercoledì 4 gennaio 2012

...

..e sull'Isola che non c'e' piu'..
..Incontrai per caso la mia Maestra Viviane..

..mi ricordo ancora i suoi Lunghi capelli intrecciati dalla corteccia della Quercia..
..ed ella mi condusse pian piano all'Interno del Bosco Incantato..
..portandomi nuovamente "la Gioia della Dea"..

..ella sapeva Dominare gli Elementi..
..e conosceva la piu' Antica Magia del Tempo riconoscendosi in Essa..

..un giorno partimmo per la Citta'..
..anzi per la Provincia..
..per adempiere alle Profezie pronunciate dall'Aspetto Divino..

..e da quel Giorno..
..non la Rividi piu'..

..o almeno cosi' .....Io credevo.....

..poiche' Ella la rincontrai nuovamente in altri abiti..
..e altri Corpi..
..in diverse vite..
..e Sempre combattendo fianco al fianco per il Ritorno della Dea..

..nata ora come Uomo..
..mi porto' nuovamente tra le radici dei Boschi..
..mostrandomi frammenti di quei Ricordi Dimenticati..

..Ella sapeva chi Fossi Io..
..ma attese fino all'Ultimo respiro della mia Coscienza..
..per Manifestarsi nuovamente..

..e nella Luce dei suoi Occhi..
..ritrovai l'insegnamento del Tempo..
..che ancora presente tra le trame del Mio Cuore..
..non attendeva Altro..
..di potersi Realizzare nuovamente..

lunedì 2 gennaio 2012

Donna...

C'è stato un tempo in cui non eri schiava, ricordalo.
Camminavi da sola, ridevi,
ti facevi il bagno con la pancia nuda.
Dici di non ricordare più niente di quel periodo, ricorda...
Dici che non ci sono parole per descrivere quel tempo,
dici che non esiste.
Ma ricorda.
Fa uno sforzo per ricordare.
O, se non ci riesci, inventa.


Monique Wittig, Les guerrilleres, New York, Avon Books, 1969
Le guerrigliere, Bologna, Lesbacce Incolte, 1996